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Giunti
sul sito dove si manifesta tale fenomeno, rimaniamo subito colpiti
per come
la natura sia instancabile generatrice di spettacolari
forme che si manifestano in emissioni di fanghi che, alle
volte, raggiungono il metro di altezza;
sono getti improvvisi e rapidi che solamente un tempo di scatto altrettanto
veloce puo' congelare e successivamente mostrare delle immagini suggestive
e inaspettate per le disparate forme plastiche che vengono modellate
in aria.
Le salinelle sono emissioni superficiali idroargillose ricche
di sali minerali che accumulandosi in superficie hanno creato diversi
vulcanetti di fango; alcuni di essi sono di notevoli dimensioni.
La temperatura di queste acque termali fangose
non è elevata,
con valori tra 16 e 18° C e solo in alcune fasi parossistiche
del 1866, 1879 e 1954 si sono registrate temperature comprese tra
46 e 49° C con colonne di acqua fangosa alte fino a 1,5m. |
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La
causa principale di queste manifestazioni è caratterizzata
da una sorgente magmatica, infatti, si ipotizza che tali fenomeni
rappresentino un anello di congiunzione fra l'attività dell'Etna
e le ultime fasi di un'antica attività vulcanica la cui testimonianza
attuale è data dal vulcanetto di Paternò, che rappresenta
una delle prime manifestazioni vulcaniche della zona pre-etnea
in ambiente subaereo. |
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L'elevata salinità delle acque che risalgono
in superficie è causa dell'assenza di vegetazione e di incrostazioni
biancastre. L'attività dei vulcanetti alterna fasi parossistiche
con spettacolari colate di fango, a cui seguono periodi di quiescenza.
Sono molte le leggende nate dalla fantasia popolare
intorno a queste manifestazioni, ad esempio, gli antichi greci consideravano
le salinelle
come delle manifestazioni degli dei. Suscitarono anche un profondo
fascino nei viaggiatori stranieri venuti in Sicilia.
Guy De Maupassant vedeva i vulcanetti come delle pustole di una terribile
malattia della natura (1885). |
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Di questo luogo scrisse Giuseppe
Recupero, studioso di vulcanologia, nel suo trattato
"Storia naturale e generale dell' Etna" del 1815:
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"...sono esse cosi' sorprendenti
che se mi fosse lecito, vorrei chiamarle con un nuovo e specioso
titolo Vulcani
d'acqua
per la molta analogia, che si vede tra le leggi tenute da questi
getti
d'acqua, e quelle osservate da' getti di fuoco, che sono detti Vulcani..."
"...dunque altro esse non sono, che tante
conche, come caldaie di acqua torbida, che bolle. Porta quest'
apparenza la mente ad immaginarsi in dette fontane un calore molto
sensibile
ed irregolare, ma immergendosi
la mano, fuor d'ogni espettazione si vede che l'acqua e' in
alcune conche ben calda, in altre tiepida, ed in altre assolutamente
fredda..." |
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Questo sito di grande importanza naturalistica
ci ha offerto la possibilita' di catturare delle immagini particolarmente
artistiche
create non solo dai getti aerei, ma anche da flussi di fango che
si sovrappongono su quelli ormai essiccati e da conche e dai
bollori in essi presenti che, come se fossero ripresi da altissima
quota, appaiono come enormi distese di materiali
emessi dalla bocca centrale di un' altrettanto enorme vulcano...e
piace agli autori, questa analogia con la vicinissima Etna...
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